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Gestire l’ansia: guida pratica per il benessere mentale nel contesto lavorativo

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Come gestire
l'ansia al lavoro?

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Gestire l’ansia: guida pratica per il benessere mentale nel contesto lavorativo

In un’epoca in cui le organizzazioni cambiano rapidamente, le aspettative crescono e la connessione è costante, l’ansia è diventata una delle condizioni psicologiche più comuni nel mondo del lavoro. Eppure, è ancora spesso non riconosciuta o sottovalutata, con conseguenze significative per la persona e per l’organizzazione.

Questo articolo vuole offrire una guida chiara e concreta per riconoscere, comprendere e affrontare l’ansia, con un focus sul contesto professionale e sull’importanza del supporto psicologico.

Che cos’è l’ansia?

È un disturbo fisiologico della emotività che presenta diversi gradi di intensità. È una emozione naturale che se si aggrava e incide nel nostro funzionamento personale, familiare e lavorativo può diventare problematica

L’ansia è una reazione fisiologica e psicologica del nostro organismo a una minaccia percepita. È, in sostanza, un sistema di allarme: ci prepara all’azione, alla difesa o alla fuga. In condizioni normali, è utile e ci aiuta a migliorare performance e concentrazione. Tuttavia, quando è troppo intensa, frequente o si attiva anche in assenza di un reale pericolo, può interferire con la nostra vita quotidiana e lavorativa. Questo tipo di ansia è considerata patologica e necessita di interventi se ricorre spesso nel corso della settimana e dei mesi.

L’ansia è un sintomo, ma può essere un insieme di sintomi o una vera e propria malattia. Non va confusa con altri sintomi o caratteristiche di personalità come l’apprensione, l’inquietudine, una forte preoccupazione, la trepidazione, l’angoscia (forma più severa e afflittiva dell’ansia), angustia, ecc ecc. La cosa principale è saper definire esattamente se trattasi di ansia ovvero se si parla di altre forme fisiologiche di disturbi della emotività

Didatticamente si divide in acuta e cronica:

Sintomi dell’ansia acuta (non ricorrono tutti insieme ma solo alcuni che sono tipici della personalità di ciascun individuo: ovvero sono omotipici).

L’ansia si manifesta in modo diverso da persona a persona. Ecco i segnali più comuni:

  • 1. Fisici: palpitazioni, tensione muscolare, respiro corto, sudorazione eccessiva, mal di testa, disturbi digestivi. I sintomi fisici evocano un senso di morte imminente o di infarto e conducono spesso dal proprio medico o in pronto soccorso)
  • 2. Cognitivi: pensieri negativi ricorrenti, difficoltà di concentrazione, sensazione di pericolo imminente, rimuginio costante.
  • 3. Comportamentali: evitamento di compiti o persone, difficoltà nel prendere decisioni, ipercontrollo, procrastinazione.
  • 4. Feedback solo negativi o giudizio costante: Un clima di critica continua, senza spazio per l’errore o il miglioramento, può alimentare la paura di sbagliare e il perfezionismo ansiogeno.
  • 5. Conflitti interpersonali e clima lavorativo opprimente e controllante : Disaccordi non gestiti, tensioni tra colleghi, comunicazione passivo-aggressiva o isolamento sociale possono avere un forte impatto sul benessere emotivo.
  • 6. Precarietà e incertezza : Il timore di perdere il lavoro, i contratti instabili o i cambiamenti organizzativi improvvisi generano insicurezza e ansia legata al futuro.
  • 7. Un ambiente ed un clima lavorativo ansiogeno : Una leadership ansiosa genera apprensione, tormento, incertezza, inquietudino fino alla ansietà nel team di lavoro.

Riconoscere questi segnali è il primo passo per intervenire, ma consente anche di tranquillizzarsi se è una risposta frequente della persona o se fa parte della personalità ansiosa.

Come si manifesta l’ansia in ambito lavorativo

A volte l’ansia non è evidente: si manifesta attraverso comportamenti che sembrano “produttivi”, ma che in realtà sono campanelli d’allarme:

  • 1. Collaboratori che non si staccano mai dal lavoro, anche fuori orario.
  • 2. Continui ritardi e procrastinazioni, dovuti alla paura di iniziare un compito “perfetto”.
  • 3. Difficoltà a partecipare a riunioni o a parlare in pubblico.
  • 4. Perdita di motivazione, distacco emotivo, cinismo.
  • 5. Aumento di errori, difficoltà di concentrazione, blocchi mentali.

Conseguenze dell’ansia non gestita in azienda

Se ignorata, l’ansia può avere un impatto importante a livello organizzativo:

  • 1. Calo della produttività individuale e di team
  • 2. Assenteismo o presenteismo (presenza fisica ma assenza mentale).
  • 3. Turnover elevato e difficoltà nella retention dei talenti.
  • 4. Compromissione del clima aziendale.
  • 5. Rischio burnout, con ricadute a lungo termine sulla salute.

Provare ansia in alcuni momenti è del tutto normale, soprattutto in un mondo del lavoro sempre più complesso e veloce. L’importante è non restare soli con questo disagio.

Se senti che l’ansia sta influenzando il tuo benessere o il tuo modo di lavorare, sappi che chiedere aiuto è un gesto di cura verso te stesso.

Nei prossimi articoli parleremo più nel dettaglio del supporto psicologico e delle risorse a cui ci si può rivolgere con serenità.